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Origin Effects Deluxe 61 Tremolo & Drive

4.8 von 5 Sternen aus 4 Kundenbewertungen

Effektpedal für E-Gitarre

  • Tremolo und Drive
  • vollanaloger Schaltungsnachbau eines begehrten klassischen US Brown Face Verstärkers aus den 60ern
  • Push-Pull Ausgangsstufe mit Reactive Load und echtem Bias Tremolo
  • Tap-Tempo und externe Schaltbarkeit
  • Regler: Drive, Tone, Output, Speed, Intensity, Post-Drive EQ ADJ
  • Schalter: Shape, Multi (Trem Speed), PAmp/EQ1/EQ2
  • Status LED: Effekt An, Speed
  • Fußschalter: Trem Bypass, Effekt Bypass
  • Ein- und Ausgang: 6,3 mm Klinke
  • Footswitch: 6,3 mm Stereoklinke
  • Stromaufnahme: 100 mA
  • Stromversorgung via 9 V DC Netzadapter (2,1 x 5,5 mm Hohlstecker, Minuspol innen) - passendes Netzteil: Art. 409939 (nicht im Lieferumfang enthalten)
  • Abmessungen (B x T x H): 93 x 143 x 65 mm
  • Gewicht: 900 g
  • made in UK

Hinweis: Batteriebetrieb wird nicht unterstützt.

  • Erhältlich seit August 2023
  • Artikelnummer 572207
  • Verkaufseinheit 1 Stück
  • Overdrive Ja
  • Distortion Nein
  • Fuzz Nein
  • Metal Nein
  • Art des Effekts Tremolo
337 CHF
Alle Preise inkl. MwSt.
Sofort lieferbar
1

4 Kundenbewertungen

4.8 / 5

Bedienung

Features

Sound

Verarbeitung

3 Rezensionen

U
ich habe ich dieses Pedal nicht verstanden
User2011 31.12.2025
Ich bin ein grosser Fan von Origin Effects, aber ehrlich gesagt habe ich dieses Pedal nicht verstanden. Es erzeugt weder einen perfekten Clean-Sound noch einen grossartigen Overdrive-Ton. So sehr ich es auch gerne verwenden würde, andere Pedale immer nehmen seinen Platz ein. Also ist es an der Zeit, es bei eBay zu verkaufen, leider :(
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TR
Vale la pena!
The Rockin' Bear 09.02.2026
Vale la pena di spendere una somma più o meno pari al prezzo di un amplificatore a transistor o digitale per acquistare un pedale pesante, ingombrante e che simula un solo amplificatore, e non uno famoso, classico e usato da virtuosi e rockstar, ma uno di nicchia, prodotto per pochi anni e considerato un modello di transizione tra due amplificatori tra i più popolari della storia? Penso proprio di sì! L'importante è capire cos'è (ma soprattutto cosa NON è) questo pedale.
Usato come overdrive, ovvero per "spingere" un amplificatore valvolare già sull'orlo della saturazione, è limitato, poco versatile, complesso da regolare: la stessa Origin Effects ha una gamma di pedali (meno cari e meno ingombranti) molto più adatti allo scopo. Dove veramente eccelle è nel cambiare completamente il carattere di un amplificatore pulito, e ancor di più nel sostituire del tutto l'amplificatore. Io lo uso in due modi: come pedale in un Princeton Reverb e come sostituto dell'amplificatore nella mandata di una pedaliera digitale, abbinato alle IR di cabinet scaricabili gratuitamente dal sito di Origin Effects (ottime, pari e in alcuni casi superiori a tante IR a pagamento).
Con l'amplificatore (che va regolato pulitissimo, pena una sovrapposizione di saturazione che risulta subito eccessiva) permette di ottenere un suono pieno e corposo, ma allo stesso tempo presente, complesso e profondo, che risponde al tocco come i migliori valvolari regolati al punto giusto (il famoso "sweet spot" ) tra pulito e disorto: i riferimenti sono tanti, da Keef a un noto barbuto texano, passando per il più bel suono mai ottenuto con lo slide e arrivando fino a power chords da rock anni 70. Come un vero amplificatore valvolare prende benissimo i pedali di gain (overdrive, ma anche fuzz) ed esalta le differenze tra tipi di chitarre e di pick up. Il controllo Post Drive EQ è prezioso per bilanciare l'equalizzazione del pedale con quella dell'amplificatore, e fa davvero la differenza rispetto ad altri pedali "amp in a box" che suonano bene solo con certi amplificatori. E poi c'è il tremolo... E' un effetto che non ho mai usato volentieri perchè mi ha sempre dato l'impressione di interferire con l'attacco delle note e di imporsi sul tempo: quello del Deluxe 61, che riproduce il bias tremolo dei piccoli valvolari Fender, come il mio Princeton, entra sul decadimento della nota, senza interferire con l'attacco, ma a differenza di quello dell'amplificatore è dotato di tap tempo (bisogna usare un pedale esterno, quello piccolo ed economico di Harley Benton funziona perfettamente) e permette regolazioni più ampie; il risultato è il tremolo perfetto, che si può tenere sempre inserito, controllandone l'intensità iniziale con il tocco e il tempo col pedale. Si tratta di un effetto che arricchisce il timbro della chitarra senza imporsi, e che conferisce più carattere ad un suono che di carattere ne ha già da vendere.
Ma è come simulatore di amplificatore che il Deluxe 61 dà il meglio di sé: inserito in uno dei due loop della pedaliera Helix Effects di Line 6 e abbinato ad un cabinet virtuale IR si comporta esattamente come un valvolare, rispondendo al tocco come nessun simulatore digitale riesce ancora a fare (so che prima o poi ci arriveranno, e manca poco, però...) ed offrendo un suono pieno, corposo e complesso, tridimensionale, che restituisce il suono della chitarra che vi si collega e che mostra una notevole versatilità: una hollow body con i P 90 spazia dal jazz al rockabilly, ma può essere decisamente rock se solo si spinge con l'attacco e il volume, con le solidbody valorizza i diversi tipi di pickup e con le vecchie lap steel Supro e Rickenbacker viene da domandarsi dove siano nascoste le valvole. Le stessa versatilità la dimostra anche negli abbinamenti con le impulse responses: suona perfetto con la simulazione di Fender Deluxe del '61 fornita da Origin Effects, ma abbinato ad altri cabinet virtuali diventa un vero e proprio camaleonte: un bassman 4X10, una 4X12 vintage inglese, un Twin Reverb con i JBL gli permettono di spaziare per generi e stili diversi, mantenendo sempre il carattere e la risposta dinamica che lo rendono speciale. Quello che non perde è un certo "accento americano", di stampo Fender, che permane anche abbinandolo all'IR della cassa British per eccellenza, una 12 X 12 Vox con i Celestion in alnico. Infatti per quel tipo di suoni mi affido allo Scarlet Tunic di Thorpy, che è nell'altro loop. Trucco n. 1: se è possibile regolare il livello di send e return nelle mandate della pedaliera è possibile programmare entro certi limiti la saturazione ed il livello dell'emulatore di amplificatore per ogni patch, aumentando la versatilità del sistema. Trucco n. 2: se la pedaliera ha due loop si possono usare due emulatori in parallelo, ciascuno con la sua IR (se si ha memoria sufficiente) o con un'unica cassa virtuale per entrambi. Per quanto riguarda il tremolo ho già detto: resta magico anche così. Da ultimo, un confronto con il più recente emulatore di ampli di Origin Effects, il Deluxe 55: i due pedali hanno la stessa risposta dinamica "vera", la stessa qualità da "dove avranno nascosto le valvole?", ma un carattere molto diverso: il 55 è soprattutto indicato per suoni saturi e aggressivi, non ha praticamente timbriche pulite se non con l'aiuto del controllo di volume della chitarra, e tende a rispondere quasi come un fuzz sulla frequenze basse, il 61 parte da un pulito ricco e complesso, ha un'infinita gamma di sfumature di crunch e arriva ad una saturazione piena e ricca di sustain, ma che non arriva all'effetto "piccolo valvolare sul punto di esplodere" del fratellino.
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Il miglior pedale mai avuto
JoeyJoJoJuniorShabadoo 03.12.2025
Fa sembrare tutti gli altri miei pedali dei giocattoli, anche pedali più costosi e più celebrati. Idem tutti gli altri amp simulator, analogici o digitali, non c'è paragone. Ci troviamo davanti a uno dei prodotti più furbi degli ultimi anni, un colpo di genio, ottimo per registrare direttamente tramite la scheda audio (semplicemente utilizzando degli IR, risultato pressoché indistinguibile rispetto a una testata + loadbox + IR), dignitoso anche come "amp in a box" a fine pedaliera prima dell'amplificatore, grazie ai controlli EQ1 e EQ2 (decenti ma non troppo flessibili) che dovrebbero andare a compensare la risposta in frequenza dell'amplificatore. Il tremolo (che è ottimo e soprattutto molto flessibile) cade quasi in secondo piano quando ti rendi conto di quanto questo pedale possa da solo sostituire egregiamente 2 elementi abbastanza costosi (e spesso bisognosi di manutenzione) di uno studio di registrazione. Secondo me brilla come soluzione diretta (in modalità P/AMP), sia dritto nella scheda audio che nel PA, è un sogno ed è di una comodità disarmante. Ricalca il comportamento di preamp + poweramp Fender Brownface Deluxe, dunque con i primi Fender con fixed bias. Non mi focalizzerei tanto su cosa imita e come lo imita, ma più su quello che può dare dal punto di vista concreto in uno scenario operativo reale. Ovvero una soluzione per registrare delle chitarre assolutamente valide, in modo efficiente ed economico. Sì esatto, economico, se lo si considera per la funzione che svolge (ovvero il lavoro di una testata + un loadbox, e non un pedale), ci si rende conto che il vantaggio operativo che ti dà è enorme rispetto alla spesa, specialmente se vi trovate a dover fare overdub di chitarra velocemente da casa. Tornassi indietro lo comprerei altre 100 volte, e comprerò sicuramente altri pedali di questo marchio.
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